Burnout Materno: quando prendersi cura di altri significa dimenticare sé stesse
- Laura Totti
- 21 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Essere mamma è una delle esperienze più belle e trasformative della vita. Ma è anche una delle più impegnative. Tra notti insonni, carichi mentali infiniti, senso di colpa e aspettative sociali, molte madri si trovano a vivere un malessere profondo e spesso invisibile: il burnout materno.

Cos'è il burnout materno?
Il burnout materno è una forma di esaurimento fisico, emotivo e mentale legata alla genitorialità, in particolare alla maternità. Si manifesta quando le richieste quotidiane superano per troppo tempo le risorse disponibili della madre.
A differenza della semplice stanchezza, il burnout non si risolve con una buona dormita. È uno stato di logoramento prolungato che può avere effetti significativi sulla salute psicologica, le relazioni familiari e la qualità della vita.
I segnali del burnout materno
Riconoscere i segnali del burnout è il primo passo per affrontarlo. Tra i sintomi più comuni troviamo:
Stanchezza cronica: anche dopo aver dormito, ci si sente sempre esauste.
Irritabilità e scatti d’ira: anche le piccole cose fanno “saltare i nervi”.
Distacco emotivo dai figli: si prova frustrazione, apatia o un senso di distanza emotiva.
Senso di colpa costante: ci si sente “una cattiva madre” perché non si è all’altezza.
Perdita di piacere: non si riesce più a godere delle cose belle o delle attività quotidiane.
Pensieri negativi ricorrenti: frasi come “non ce la faccio più”, “voglio scappare”, “non sono abbastanza” diventano frequenti.
Le cause: più profonde di quanto sembri
Il burnout materno non è solo una questione di “troppo da fare”. Le sue radici spesso affondano in:
Aspettative irrealistiche: la pressione sociale per essere “madri perfette”.
Mancanza di supporto: partner assenti, rete familiare limitata o inesistente.
Carico mentale: la gestione invisibile di tutto ciò che riguarda la casa e i figli.
Isolamento sociale: mancanza di tempo o spazio per sé e per le relazioni adulte.
Rinuncia alla propria identità: sentirsi solo “mamme” e non più donne, professioniste, amiche.
Non sei sola: il burnout materno è più comune di quanto si pensi
Molte madri vivono questa condizione in silenzio, convinte di essere le uniche a sentirsi così. In realtà, il burnout materno è un fenomeno diffuso, ma ancora troppo poco riconosciuto. Parlare apertamente di questa esperienza è fondamentale per normalizzarla e per iniziare un percorso di cura.
Come affrontare il burnout materno
Superare il burnout è possibile, ma richiede consapevolezza e, spesso, un cambiamento profondo nelle proprie abitudini e convinzioni. Ecco alcuni passi utili:
1. Ammettere che c’è un problema
Il primo passo è riconoscere che si ha bisogno di aiuto. Non è un segno di debolezza, ma di grande forza.
2. Chiedere supporto
Parlane con il tuo partner, con un’amica, con un* psicolog*. Non devi farcela da sola.
3. Ritrovare spazi per sé
Anche solo 10 minuti al giorno per leggere, camminare o respirare profondamente possono fare la differenza.
4. Rivedere le priorità
Non tutto è urgente. Non tutto è necessario. Impara a dire di no, anche alle aspettative interiorizzate.
5. Delegare e condividere il carico mentale
Non sei l’unica responsabile della felicità familiare. Condividere compiti e decisioni è un atto d’amore verso di te e verso gli altri.
6. Cercare supporto professionale
Una terapia psicologica può aiutarti a rielaborare il vissuto, trovare nuove risorse interiori e affrontare il senso di colpa.
Conclusione
Essere madre non significa annullarsi. Non si può versare da una tazza vuota: prendersi cura di sé non è egoismo, è responsabilità. Il burnout materno è un campanello d’allarme, non una condanna. Ascoltalo. E ricorda: anche tu meriti cura, amore e comprensione.
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