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Disturbi relazionali: quando stare con gli altri diventa difficile

Le relazioni sono una parte fondamentale della nostra vita: ci definiscono, ci sostengono, ci fanno crescere. Ma non sempre le cose vanno come vorremmo. A volte, stare in relazione con gli altri – che sia in famiglia, in coppia, al lavoro o con gli amici – può diventare fonte di disagio, frustrazione o sofferenza. In questi casi si parla di disturbi relazionali.



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Che cosa sono i disturbi relazionali?

I disturbi relazionali non sono una diagnosi in senso stretto, ma indicano difficoltà ricorrenti nel creare, mantenere o vivere serenamente le relazioni interpersonali. Possono manifestarsi in modi diversi:


  • relazioni conflittuali o instabili,

  • difficoltà a fidarsi degli altri,

  • paura dell’intimità o dell’abbandono,

  • bisogno eccessivo di approvazione,

  • tendenza a isolarsi o a evitare il confronto.


Queste difficoltà spesso non riguardano un’unica relazione, ma si ripetono nel tempo e in diversi contesti, seguendo schemi profondamente radicati.


Da dove nascono le difficoltà relazionali?

Le nostre modalità di stare in relazione si formano precocemente, a partire dalle esperienze familiari e affettive dell’infanzia. Modelli genitoriali disfunzionali, mancanza di sicurezza emotiva, traumi relazionali o esperienze di rifiuto possono influenzare profondamente il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri.


Nel tempo, questi modelli si consolidano e diventano copioni relazionali: reagiamo in modo automatico, ripetendo gli stessi comportamenti anche quando non sono più utili o adeguati.


Come si manifestano?

I disturbi relazionali possono emergere in vari modi:


  • In coppia: relazioni instabili, gelosia ossessiva, difficoltà a comunicare, paure legate alla dipendenza o all’abbandono.

  • In ambito familiare: ruoli rigidi, conflitti irrisolti, difficoltà a separarsi o a trovare una propria identità.

  • Sul lavoro: difficoltà a collaborare, paura del giudizio, evitamento del confronto o eccessiva competitività.

  • Nelle amicizie: relazioni superficiali o conflittuali, isolamento, sentimenti di esclusione o delusione ricorrente.


Quando chiedere aiuto

Se ti accorgi che le tue relazioni sono fonte costante di sofferenza, che tendi a ripetere sempre gli stessi schemi o che ti senti “bloccato” nel tuo modo di stare con gli altri, potrebbe essere utile un percorso psicoterapeutico.


L’obiettivo non è “diventare perfetti”, ma riconoscere le dinamiche disfunzionali, comprenderne l’origine e sviluppare modi nuovi e più sani di entrare in contatto con gli altri.


Il ruolo della psicoterapia

Un percorso psicologico – in particolare con un approccio sistemico-relazionale – può aiutare a:


  • esplorare le relazioni significative della propria storia,

  • portare alla luce schemi ripetitivi,

  • lavorare sull’autostima e sui confini personali,

  • migliorare la comunicazione e la gestione dei conflitti,

  • costruire relazioni più autentiche, libere e soddisfacenti.


Conclusione

Le relazioni sono lo specchio attraverso cui conosciamo noi stessi. Quando diventano fonte di malessere, è importante non ignorare il disagio, ma ascoltarlo come un segnale di cambiamento possibile. Con il giusto supporto, possiamo imparare a vivere le relazioni con maggiore consapevolezza, equilibrio e libertà.

 
 

Contatti

 

Dr.ssa Laura Totti

Psicologa Psicoterapeuta

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Via della Provvidenza 37/a

Sarmeola di Rubano, Padova

psicologatotti@gmail.com

Lunedì - venerdì: dalle 10:00 alle 19:00

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